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Cosa sarebbe Zerocalcare se nella sua vita non si fosse mai imbattuto nella cultura punk? Se lo chiede l'autore stesso che, grazie all'incontro a distanza di anni con l'amica che lo aveva introdotto a quel mondo, si trova a realizzare quanto quella cultura lo abbia influenzato. Il punk ha alterato per sempre il corso della sua vita e lo ha aperto a un modo di guardare le cose che lo avrebbe portato a essere leale per sempre a persone e valori non sempre "comodi" e "facili" da portare con sé. Sospesa tra due piani temporali, quello dei sedici anni e quello dell'età adulta (in cui fa capolino, per la prima volta nelle storie a fumetti, il cane di Zero), Se ne valeva la pena è una storia che parla di rimpianti, perdita, accettazione delle proprie responsabilità e di come si guarda al futuro quando l'orizzonte fa paura. Un racconto tenero e commovente, destinato a lasciare il segno, il cui titolo non è ancora definitivo ma rende bene le tematiche del libro.